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Perde il pene a causa di una grave infezione, i medici glielo fanno ricrescere sul braccio

pene sul braccio

Foto: The Sun

E’ possibile vivere con un pene sul braccio (ovviamente artificiale)? A quanto pare si. E’ la storia Malcolm MacDonald (nessuna parentela con i fondatori della nota catena di fast food), che un bel giorno si è ritrovato con un pene nuovo in sostituzione di quello “perso” per una grave infezione.

Il signor MacDonald infatti, un meccanico di Norfolk, nel 2014 fu vittima di un’infezione gravissima all’apparato genitale che gli costò letteralmente il pene. L’uomo si abbandonò disperato all’alcol finchè un team di dottori non trovò una soluzione decisamente insolita.

I medici infatti, con una operazione da ben 50 mila sterline sono riusciti a far “ricrescere” il suo pene su un braccio, come riporta il Fatto Quotidiano in questo articolo:

L’artefice di questo “miracolo” si chiama David Ralph, un medico a capo di una equipe dell’University College Hospital di Londra, colui che viene chiamato “il maestro del pene”. Insomma la “virilità” del signor MacDonald si poteva ricostruire, ma su un braccio. Il professor Ralph spiegò nel 2016 la procedura di innesto al paziente spiegandogli che il pene artificiale ricostruito avrebbe dovuto rimanere sul braccio per due anni prima che potesse eventualmente essere spostato nell’inguine. L’operazione ha visto i chirurghi prendere un lembo di pelle dal braccio sinistro di Malcom e arrotolarlo per formare un “pene”, con i propri vasi sanguigni e nervi. I medici così hanno creato un’uretra e installato due tubi gonfiati con una pompa manuale, permettendogli di avere un’erezione meccanica.

Malcolm, visto che c’era, proprio per tornare normale normale, cioè andare a fare la pipì al bagno come osservare il proprio organo genitale come quando era in salute, ha anche chiesto al dottor Ralph di aggiungere un altro centimetro al suo pene. MacDonald è stato così contento dei risultati del pene sul braccio che ha soprannominato la protesi Jimmy. Solo che all’improvviso ecco l’intoppo, l’ostacolo, il problema. L’uomo che comunque ha dovuto camuffare con lunghe maglie e camicie la protuberanza cresciutagli sul braccio in attesa dell’espianto, ha dovuto attendere oltre ai due anni di costruzione del penealtri due anni dovuti ai ritardi del sistema sanitario nazionale che ha rinviato l’operazione al 2018, poi ancora al 2019. Infine ecco la pandemia di coronavirus e l’ulteriore posticipo. “Se non potessi ridere del pene sul braccio, sarei finito”, ha raccontato MacDonald che ora spera di riuscire ad avere innestato il pene nuovo tra le sue gambe entro la fine dell’anno.

(Fonte FQ

In attesa di tornare alla sua vita normale il signor MacDonald affronta con una grande dose di ironia la sua nuova condizione, conscio del fatto di essere suo malgrado un caso unico al mondo.