PERCHÉ LA STORIA DI FABRIZIO BRAMBILLA E’ UNA SCEMENZA.

Fabrizio Brambilla

Perché l’ennesima catena di un attacco hacker è un insieme di sciocchezze:

Ogni volta la stessa storia. Stavolta il contatto da non accettare assolutamente è Fabrizio Brambilla, tremendo hacker con la passione dei cani, ma nel tempo i cyber criminali che non vedevano l’ora di entrare nei nostri pc sono stati tanti: Anwar Jitu, Francesca Capone detta Checca Spam, Dariuta Despina, ecc, ecc.

Tutti nomi inventati, ma con caratteristiche simili secondo le catene di sant’antonio di cui erano protagonisti.

Il messaggio che arriva è sempre lo stesso, cambia solo il soggetto da “segnalare”:

Dì ad tutti i contatti della tua lista di Messenger di non accettare la richiesta di amicizia di Fabrizio Brambilla (o chi per lui). Lui ha una foto con un cane. È un hacker e ha collegato il sistema al tuo account di Facebook. Se uno dei tuoi contatti lo accetta, verrà attaccato anche a te, quindi assicurati che tutti i tuoi amici lo conoscano. Grazie. Inoltralo come ricevuto. Tieni premuto il dito sul messaggio. In basso al centro dirà in avanti. Fai clic col tasto che fa clic sui nomi di quelli presenti nella tua lista e lo invierà

Si tratta di un mare di sciocchezze, che provocherà solo molti fastidi agli eventuali omonimi del segnalato, vediamo perché:

CHI CI STA AVVISANDO DI QUESTO PERICOLO? LA FONTE E’ SCONOSCIUTA.

Non si sa. Il messaggio è una catena di Sant’Antonio e quindi non si sa da chi è partito. Non è la persona che ci invia il messaggio a darci queste informazioni poiché questa si è solo limitata ad inoltrarlo ai suoi contatti.

Non esiste quindi nessuna fonte di cui verificare l’attendibilità.

 

UN TESTO CHE SI CONTRADDICE

Il testo del messaggio non ha senso e più volte si contraddice da solo. Nella prima parte infatti ci avvisa che l’utente da non accettare fra le nostre amicizie “ha collegato il sistema al tuo account di Facebook.”

Questo vuol dire che il fantomatico hacker ha già effettuato la sua azione  informatica violando il nostro profilo e collegandolo al suo sistema. 

Ma se questa azione è già avvenuta è del tutto inutile che io rifiuti la sua richiesta di amicizia e di conseguenza è ancora più inutile che avvisi i miei contatti del fatto che l’hacker è riuscito a fare lo stesso con il loro profilo.

Tra l’altro, come faccio a sapere che l’hacker ha collegato il suo sistema anche al profilo dei contatti a cui inoltrerò il messaggio? Di fatto sarò io a farglielo credere inoltrando loro la catena di Sant’Antonio.

Però più avanti nel testo si dice che “se uno dei tuoi contatti lo accetta sarà attaccato anche a te“. Ma “cosa” sarà attaccato anche a me? Il mio account non era già collegato al suo? Il discorso non torna.

 

COME E’ POSSIBILE UNA COSA DEL GENERE? INFATTI NON LO E’…

La pirateria informatica esiste ed effettivamente è possible entrare nei computer altrui grazie a delle tecniche sofisticate, ma c’è bisogno di una connessione diretta fra i due pc affinché un hacker possa effettivamente effettuare questa operazione.

E’ assolutamente impossibile che qualcuno possa violare il nostro sistema solo perché qualcun altro ne ha accettato una richiesta di amicizia.

Per entrare in un pc il pirata informatico ha bisogno di creare una Back Door ovvero un accesso segreto che gli permette di entrare nel nostro sistema. Per farlo ha bisogno di installare sul nostro computer un software malevolo che ne permetta l’accesso, i cosiddetti trojan.

Quindi se qualcuno che non conosciamo ci contattasse in chat (Fabrizio Brambilla o chi per lui) e ci invitasse a scaricare qualcosa, costui potrebbe stare tentando di hackerare il nostro pc.

Ma senza una back door è impossibile che questo accada. Chiarito il meccanismo capite bene quanto sia assurda l’idea che questo possa accadere tramite uno dei contatti in comune su Facebook.

Messenger non funziona come la posta elettronica e non permette al programma di inviare messaggi in autonomia come accadeva per i virus che si diffondevano attraverso le e-mail. Ed anche in quel caso se non si scaricava nulla cliccando sui link allegati non si correvano rischi.

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