10 cose che non sai sui cavalli

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Sei sicuro di sapere tutto sui Cavalli? Ecco 10 curiosità su di loro che probabilmente non sai:

HANNO UN AMICO DEL CUORE

Ogni cavallo, all’interno di un branco ha. Il gruppo solitamente è gerarchizzato con capi, in genere una femmina anziana che ha maturato esperienza e conoscenza, e sottocapi. Il cavallo ha la necessità profonda di comunicare e di fare delle cose in compagnia di qualcuno che sia un suo simile o un umano.

HANNO UN OTTIMA MEMORIA

I cavalli sono in grado di riconoscere e ricordare animali, persone e luoghi anche dopo molto tempo. In più, verso le persone che si sono mostrate amichevoli, hanno a loro modo una forma di riconoscenza. Lo ha rivelato uno studio condotto dall’ etologo Sankey, dell’Università di Rennes, e pubblicato sulla rivista Animal Behaviour. Gli etologi hanno testato quanto bene i cavalli abbiano potuto ricordare la loro addestratrice e le sue istruzioni anche dopo un periodo di separazione di otto mesi.

COMUNICANO CON LE ORECCHIE

I cavalli comunicano con i loro simili in silenzio, usando le orecchie e si fanno aiutare anche dagli occhi. A dimostrarlo è uno studio condotto dall’Università del Sussex, in Gran Bretagna, e pubblicato sulla rivista Current Biology, provando per la prima volta in modo scientifico che questi animali usano orecchie e occhi per esprimere gioia, sorpresa, rabbia, paura, pazienza e serenità, e anche per dare suggerimenti ai propri simili. Il nitrito serve solo per casi speciali, per esempio per richiamare il branco perduto.

COME NASCE UN CAVALLO

In natura, la nascita di un piccolo avviene all’interno del branco e le altre femmine fanno cerchio intorno alla partoriente: Il piccolo viene accudito da tutti, sia dalla madre che dalle “zie”, che in questo modo offrono la possibilità alla madre di rimettersi in sesto. Il puledro è tenuto sotto controllo: cammina sulle sue zampe già da appena nato, quindi a differenza di cani e gatti, può da subito allontanarsi rischiando di mettersi nei pericoli.

NON SEMPRE DORMONO IN PIEDI

Come la maggior parte degli animali anche il cavallo può riposare disteso, raggomitolato su se stesso con la testa alzata o adagiata a terra. Può anche sdraiarsi su un fianco se sopraggiunge il sonno profondo e nei branchi, in natura, una o due sentinelle vigilano sul sonno dei compagni. I cavalli possono comunque sonnecchiare anche stando in piedi ma è più uno stato di torpore: testa bassa e labbro inferiore pendente sono i due segni più visibili.

CAVALLO CURIOSO

Una delle caratteristiche fondamentali del cavallo è la curiosità. La sua insicurezza e la sua timidezza, infatti, lo portano a interessarsi con insistenza a tutto ciò che è nuovo e sconosciuto per tentare di capire se rappresenta una minaccia. Olfatto, udito e soprattutto vista sono sempre all’erta pronti a far scattare la fuga in caso di pericolo.

NON POSSONO VOMITARE

I cavalli non solo non hanno la possibilità di vomitare, ma non ne sentono neanche lo stimolo. Il motivo è nella loro struttura fisica: a differenza degli altri erbivori, come i bovini (hanno tre peristomaci ed un solo stomaco e quindi sanno gestire meglio l’eccesso di cibo), i cavalli sono monogastrici e hanno un solo stomaco. Inoltre, il cardias, la valvola muscolare che mette in comunicazione esofago e stomaco, si apre in una sola direzione, permettendo al cibo di entrare ma non di tornare indietro.

VEDONO DUE IMMAGINI DIFFERENTI

Il cavallo ha un campo visivo enorme: i suoi occhi, posti sui lati del corpo, gli consentono di vedere due immagini diverse, una per ogni occhio e di coprire 340 gradi su 360. Ciascun occhio copre una zona a semicerchio e la visione sarà per la maggior parte monoculare: ciò che vede l’occhio destro non corrisponde a quello che vede l’occhio sinistro, e addirittura inviano le immagini ad emisferi diversi del cervello, il cavallo percepisce in pratica due realtà diverse.

RIDONO IN MODO MOLTO SPECIALE

Forse vi è capitato di vedere un cavallo che vi mostra i denti in un largo sorriso: è il flehmen, detto anche “riso equino”, un comportamento del cavallo, che facilita il passaggio degli odori verso particolari ghiandole olfattive. Tirare in su il labbro superiore, sollevare la testa e allungare il collo, permette al cavallo di chiudere le narici e trattenere così l’odore all’interno dell’apparato olfattivo. Tale comportamento, osservato prevalentemente tra gli stalloni, soprattutto quando ci sono femmine in calore nelle vicinanze, può verificarsi anche quando il cavallo sta valutando la presenza di odori sgradevoli o pungenti.

SONO METEREOPATICI

Il comportamento del cavallo è influenzato dalle condizioni meteorologiche: poco prima di un temporale, diventano nervosi, instabili e aggressivi. Se vivono in natura, per ripararsi da vento e pioggia, ogni animale del branco si dispone con la schiena al vento in funzione del suo livello nella scala gerarchica. Nella parte più esterna, si espongono i soggetti più deboli e meno importanti, all’interno quelli che hanno un ruolo più rilevante nel branco, che possono così godere della protezione dei primi.

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